Il vigneto del Friuli Venezia Giulia continua a crescere

Vigneti a Spessa, ph Fabrice Gallina

La Regione Friuli Venezia Giulia è quella che ha investito in vigneti la quota maggiore della propria Superficie Agricola Utilizzata (SAU): ben il 13%, come recentemente evidenziato in un report sul comparto vitivinicolo pubblicato da Ersa, l’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia. Tra il 2012 e il 2020 la superficie vitata del Friuli VG si è incrementata del 42,2%, così che la produzione di uva è cresciuta del 56,8%, quella di vino del 43,6% e le esportazioni del 51,5%. Oggi, per la prima volta, gli impianti di Ribolla Gialla superano quelli del Friulano, mentre Pinot grigio e Glera si confermano le varietà più coltivate.

Un approfondimento di Adriano Del Fabro circa l’evoluzione dell’industria vitivinicola friulana e giuliana, accompagnato da riflessioni sull’impatto del Covid e sulle prospettive per il prossimo futuro si trova su Il Corriere Vincolo n. 30 del 27 settembre.

FEB

Corriere, Adriano Del Fabro, Ersa, friuli venezia giulia, Sau, superfici vitate
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Export vinicolo Italia: verso la quota record di 7 miliardi!

Nel primo semestre 2021 l’export italiano di vino ha segnato 3,3 miliardi di euro (+16% vs 2020), un valore che proietta le aspettative per questo primo anno “post-pandemico” oltre la soglia dei 7 miliardi: sarebbe un record assoluto nella storia dell’industria vinicola italiana. L’incremento volume è del 6%, con la quantità in uscita che supera 10 milioni di ettolitri in sei mesi.

Su Il Corriere Vinicolo n. 30 del 27 settembre 2021, Carlo Flamini (direttore de l’Osservatorio del Vino di UIV) porta ai lettori e commenta i dati delle esportazioni gennaio-giugno, suddivisi per destinazione, categoria di prodotto e metodo di confezionamento.

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Dai Mercati, Carlo Flamini, CV 30/2021, export italia, osservatorio del vino
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72,6 milioni di ettolitri la disponibilità vinicola di Spagna

Secondo le previsioni del Ministerio de Agricultura, Pesca y Alimentación (MAPA) il magazzino vinicolo spagnolo (vino nazionale) raggiungerà un volume di 72,6 milioni di ettolitri ne corso della campagna (2021/22). Tale disponibilità è la somma tra la produzione (mosti esclusi) stimata per quest’anno, 35 milioni di ettolitri (-14,6% vs anno precedente e -6,3% sulla media quinquennale) e la giacenza di inizio campagna (leggiamo questi e i seguenti dati ministeriali via La Semana Vitivinícola, in un articolo di Alfredo Lopez). Il volume delle giacenze al primo agosto (inizio campagna) è stato stimato in 37,6 milioni di ettolitri: + 8% rispetto (o + 3 milioni di ettolitri) rispetto al 1 agosto 2020 e +4,7 milioni di ettolitri, ovvero +14,3%, rispetto alla media delle ultime cinque campagne (a partire dalla campagna dal 2016/17).

Guardando ancora alle ultime cinque campagne si nota che si ebbe una disponibilità maggiore di quella attuale solo nelle campagne 2018/19 (74,1 mio hl: 44,9 mio hl produzione + 29,2 mio hl giacenza) e 2020/21 (75,3 mio hl: 41 mio hl produzione e 34,6 mio hl giacenza).

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Dai Mercati
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Il nuovo paese della piattaforma COMEX: COSTA RICA

 

La stabilità politica della Costa Rica, l’alto tenore di vita distinguono il paese dai suoi vicini dell’America centrale. Il mercato del vino è molto cresciuto e negli ultimi cinque anni le vendite sono aumentate quasi dell’80%.

Non esiste produzione locale, ne consegue che il vino consumato in Costarica è tutto di importazione, il mercato del vino è dominato dai vini cileni (più del 55% di quota di mercato) e da quelli argentini con circa 2,7 milioni di Euro di venduto (15%). Seguono poi la Spagna (11%) e l’Italia (8%).

Si ricorda che nel paese risiede anche una importante comunità di origine italiana e numerosi sono i ristoranti di cucina italiana.

Anche se i consumi totali di vino sono ancora bassi, complessivamente poco meno di 12 milioni di litri annui, con consumi pro capite annui attorno a 2,1 litri, molti analisti ritengono che il mercato del vino in Costarica riserverà ottime prospettive di crescita.

Per quanto concerne la tassazione dal vino in Costa Rica è presente l’imposta sul valore aggiunto, riscossa ad un tasso del 13% del valore pagato in dogana. Inoltre viene riscossa un’imposta specifica ad un tasso di 3,46 CRC (0.14 €) per millilitro di alcol puro e un’imposta sul tabacco e sulle bevande al tasso di 0,234 CRC (0,0003 €) per millilitro di alcool puro.

Con riferimento all’etichettatura in Costa Rica è obbligatorio riportare il numero di registrazione rilasciato dall’autorità competente. La dichiarazione dovrebbe iniziare con una frase o un’abbreviazione che indichi chiaramente questa informazione al consumatore, ad esempio “Registrazione sanitaria” e abbreviazioni come Reg. San., RS. Inoltre l’etichetta dovrebbe includere un’avvertenza che “il consumo eccessivo di bevande alcoliche è dannoso per la salute” o una simile.

Per maggiore completezza sui singoli aspetti si invita a consultare le singole schede presenti all’interno della banca dati giuridica Comex di UIV per tutti gli approfondimenti normativi.

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Bene Patuanelli su Prosek, obiettivo alleanza con grandi doc europee

 

Unione italiana vini (Uiv) condivide la linea tracciata dal ministro alle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, oggi al Senato nel corso di un’informativa sulla tutela della denominazione di origine controllata del Prosecco. Assieme al gruppo di lavoro istituito dal sottosegretario Gian Marco Centinaio, Uiv collaborerà alla difesa comune in sede Ue convinta che gli obiettivi italiani siano gli stessi dei grandi Paesi produttori europei, perché in gioco c’è la credibilità del modello europeo di tutela dei prodotti agroalimentari. Per questo Uiv farà squadra con Francia, Spagna, Portogallo e Germania affinchè presentino anch’esse mozioni contrarie all’indicazione della Commissione. Il Comitato dello Champagne ha già annunciato opposizione alla vicenda Prosek.

Secondo Unione italiana vini – che rappresenta l’85% dell’export di vino del Belpaese –, i temi centrali da far valere nell’opposizione formale sono quelli indicati oggi dal ministro: il nome Prosek, che tra l’altro al contrario del Prosecco nulla ha a che fare con una località geografica, richiama inevitabilmente, per un ‘consumatore normalmente informato’, le bollicine del nostro Paese. Come ricordato nella recente sentenza “Champanillo” della Corte di Giustizia ‘l’esistenza di un’evocazione può essere valutata anche con riferimento ai consumatori di un solo Stato membro’. Un’affinità fonetica e visiva palese e contraria ai dettami di tutela vigenti nell’impianto normativo di Bruxelles.

Sono oltre 620 milioni le bottiglie prodotte dalle tre Do del Prosecco; di queste, 370 milioni sono esportate. Complessivamente il mercato dello sparkling tricolore più famoso nel mondo vale 2 miliardi di euro di fatturato annuo di cui un miliardo all’estero (2020), l’equivalente del 16% sul totale export italiano.

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