Una lettera aperta dei leder dell’industria vinicola sulla lotta al climate change

Sono ventidue i CEO firmatari dell’appello sull’emergenza climatica e sugli effetti di questa, anche, sul settore globale del vino, recentemente lanciato da International Wineries for climate action(IWCA), tavolo di lavoro internazionale nato nel febbraio 2019 su sollecitazione dei gruppi vinicoli Familia Torres (Spagna) e Jackson Family Wines (USA). IWCA aderisce alla campagna Race to Zero delle Nazioni Unite.

La lettera aperta (qui il testo in lingua inglese) è una chiamata alla collaborazione rivolta a tutta l’industria del vino perché l’emergenza climatica – si legge così nel documento – è certamente la minaccia più grave che devono oggi affrontare viticoltori e produttori.

Se tutta la filiera è chiamata a partecipare alla lotta al climate change, è anche il settore del commercio che secondo la IWCA avrà d’ora in poi un ruolo primario nel perseguimento della decarbonizazione, il processo di riduzione del rapporto carbonio-idrogeno nelle fonti di energia.

Il prossimo decennio sarà decisivo in questo senso e la prima mossa di questa partite dev’essere quella della misurazione della produzione di gas setta derivanti dal settore: IWCA propone l’organizzazione di un inventario annuale delle emissioni di carbonio end-to-end che comprenda le emissioni dirette e indirette, e i cui dati siano verificati da un organismo indipendente accreditato ISO. Ogni azienda dovrebbe poi impegnarsi in un piano di riduzione delle emissioni, dimostrando in modo documentato i risultati concreti raggiunti. L’obiettivo è quello di raggiungere, entro il 2050 e non oltre, emissioni zero.

 

FEB

 

Segue la lista dei firmatari dell’appello

 

 

Amy Prosenjak – CEO, A to Z Wineworks

Pedro Ruiz Aragoneses – CEO, Alma Carraovejas

Mike Jaeger – President and CEO, Cakebread Cellars

Aymeric de Gironde – CEO, Château Troplong Mondot

Sam Glaetzer – SVP, Global Operations and International Sales, Constellation Brands

Jen Locke – CEO, Crimson Wine Group Ltd.

Vanya Cullen – Managing Director and Owner, Cullen Wines

  1. Carlos Moro – President, Emina Ribera

Miguel A. Torres – President and 4th Generation, Familia Torres

Mayacamas S. Olds – General Manager, Gloria Ferrer Winery

Rafael De Haan – Owner, Herència Altés

Suzanne Hunt – Co-Owner, Hunt Country Vineyards

Katie Jackson – SVP, Corporate Social Responsibility and 2nd Generation Proprietor, Jackson Family Wines

Julie Rothberg – President, Medlock Ames

David J. Amadia – President, Ridge Vineyards

David R. Duncan – Proprietor and CEO, Silver Oak and Twomey Cellars

Beth Novak Milliken – President and CEO, Spottswoode Estate Vineyard and Winery

Rajeev Samant – CEO, Sula Vineyards

Rupert Symington – CEO, Symington Family Estates

Barbara Wolff – Director of Corporate Affairs and Sustainability, VSPT Wine Group

Nick Waterman – CEO, Yalumba Family Winemakers

Tiffani Graydon – CEO, Yealands Wine Group

 

Senza categoria, climate change, decarbonizzazione, IWCA, Race to Zero
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LA FILIERA VITIVINICOLA ITALIANA UNITA CONTRO IL PROŠEK A TUTELA DELLA POLITICA DI QUALITÀ EUROPEA

 

LA LETTERA INVIATA AL COMMISSARIO UE ALL’AGRICOLTURA JANUSZ WOJCIECHOWSKI, AL COMMISSARIO GENTILONI E AGLI EURODEPUTATI ITALIANI DELLA COMAGRI.

 

Roma 22 novembre 2021 – “Il riconoscimento della Menzione Tradizionale «Prošek» porterebbe ad un generale indebolimento del sistema di protezione delle DOP e IGP dell’UE, che dovrebbe invece godere di un più ampio ambito di protezione: il luogo geografico non sarebbe più l’elemento prioritario da tutelare e il sistema di protezione sarebbe esposto ad un potenziale pericolo per le similari istanze di riconoscimento che potrebbero essere inoltrate da parte di Paesi terzi”.

È quanto si legge nella lettera inviata oggi dalle principali organizzazioni della filiera vitivinicola italiana – Alleanza delle Cooperative Italiane- agroalimentare, Assoenologi, Confagricoltura, CIA – Confederazione Italiana Agricoltori, Copagri, Federvini, Unione Italiana Vini – al Commissario UE all’Agricoltura Janusz Wojciechowski, al Commissario all’Economia Paolo Gentiloni e agli eurodeputati italiani della Comagri per sottolineare con forza la contrarietà ad una possibile registrazione del termine «Prošek» come Menzione Tradizionale.

La lettera è stata inviata il giorno della scadenza del termine per presentare la dichiarazione di opposizione alla richiesta croata di registrazione, una richiesta che, si legge nella missiva, se non verrà rigettata “metterà a repentaglio sia la dimensione interna che quella esterna del regime UE DOP e IGP. Essa indebolirà la capacità dell’UE di promuovere e difendere i segni di qualità europei nei confronti dei principali partner commerciali. Sulla dimensione interna aprirà conflitti inutili e fastidiosi tra gli Stati membri”.

L’Alleanza delle Cooperative Italiane- agroalimentare, Assoenologi, Confagricoltura, CIA – Confederazione italiana agricoltori, Copagri, Federvini, Unione Italiana Vini sono uniti in questa battaglia, nella ferma convinzione che “riconoscere una menzione tradizionale omonima metterebbe a rischio il patrimonio di valore sviluppato dalle imprese italiane ed europee”.

 

 

 

 

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Da padre in figlio: il passaggio generazionale in azienda

Nel settore vitivinicolo italiano le aziende a conduzione “familiare” sono la grande maggioranza. Che succede al momento del naturale giro di boa? Come sottolineato da Alessandro Santini (head of corporate&investment banking del gruppo bancario svizzero Ceresio Investors): “Il Covid, sin dalla sua comparsa, ha accelerato il processo di passaggio generazionale perché ha indotto una maggiore riflessione da parte degli imprenditori che hanno compiuto una certa età […] Con la pandemia sono mancati gli anziani e questo, nel mondo dell’imprenditoria, ha fatto sì che il passaggio di consegne, da padre in figlio, anziché essere gestito, sia stato subito, e in alcuni casi troppo rapidamente…”. Sono dunque sempre di più gli imprenditori che si rivolgono a consulenti per la gestione del passaggio generazionale. Su Il Corriere Vinicolo n. 37, in un servizio di Giulio Somma e Fabio Gibellini, raccolti i “consigli” di esperti consulenti di settore. Riflessioni dunque sugli aspetti più emozionali e affettivi (diremmo “familiari) e su quelli più prettamente giuridici: patto di famiglia? trust? Testamento e successione?

Corriere, Alessandro Santini, CV 37, Fabio Gibellini, Giulio Somma, successione
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Diageo investe $75 milioni per un distilleria “ecologica” in Cina

Diageo ha svelato il suo piano per la costruzione di una grande distilleria nella contea di Eryuan, parte della provincia di Yunnan, nella Cina Meridionale. Come si legge in un comunicato diffuso lo scorso 2 novembre l’investimento per la costruzione dell’impianto ammonta a 75 milioni di dollari. La distilleria di Eryuan si estenderà su di una superficie di 66.000 metri quadrati e sarà situata ad un’altitudine di oltre 2.100 metri sul livello del mare dove, grazie ad un clima temperato, una ricca biodiversità e la possibilità di sfruttare una sorgente di acqua sorgiva, si potrà produrre whisky single malt “cinese”. Particolare attenzione è stata data nel progetto al rispetto dell’ambiente: previsto l’uso di tecnologie rinnovabili e pulite per un impianto ad emissione zero di carbonio. L’inizio dei lavori è previsto per il 2022; vi sarà anche un centro visitatori capace di promuovere il whisky cinese e dare altresì impulso al turismo locale.

FEB

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