La rivoluzione antiperonosporica passa dalla vite

La normativa comunitaria in materia di prodotti fitosanitari – Direttiva n. 128/2009 e Regolamento n. 1107/2009 – impone ai coltivatori la riduzione dell’impiego di prodotti fungicidi a causa del loro impatto negativo per la salute umana e l’ambiente. Il piano d’azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari varato nel 2014 recepisce la normativa comunitaria, rendendo la difesa integrata obbligatoria sul territorio nazionale. In questo contesto, lo sviluppo di nuove e sempre più sostenibili strategie di difesa delle colture diventa di fondamentale importanza, in particolare in un settore come quello della viticoltura particolarmente soggetto alle avversità biotiche.

Tra queste vi è, come noto, la peronospora, che continua a rappresentare una seria minaccia per la vite, specialmente nelle aree favorevoli alla sua diffusione.

Sulle pagine de Il Corriere Vinicolo Vite n. 10 del 13 marzo 2023, in un articolo a cura del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano in primo piano nuovi approcci di difesa, derivanti dalla capacità della pianta di contrastare il patogeno della peronospora: da una parte attraverso il silenziamento dei geni di suscettibilità coinvolti nell’infezione, grazie all’applicazione spray di RNA a doppio filamento (dsRNA), dall’altra attraverso l’impiego di composti organici volatili (VOC), ovvero molecole prodotte naturalmente dal metabolismo delle piante in risposta a diversi stimoli e stress ambientali. Firmano il servizio i ricercatori Valentina Ricciardi, Demetrio Marcianò, Gabriella De Lorenzis e Silvia Laura Toffolatti, afferenti al sopracitato dipartimento.

Corriere, CV 10/2023, Demetrio Marcianò, Gabriella De Lorenzis, peronospora, Silvia Laura Toffolatti, Valentina Ricciardi

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