No-low alcol: l’Italia resta indietro in un mercato che corre

I prodotti no-low alcol crescono a ritmi serrati su tutti i mercati del mondo (+6% nei dieci Paesi chiave solo nel 2021, secondo Iwsr) ma in Italia – nonostante il via libera della nuova Pac – la produzione rimane bloccata da alcune disposizioni della oggi vigente Legge 238/2016: si tratta di alcuni punti del Testo Unico relativi in particolare alla detenzione dell’etanolo ricavato dalle operazioni di de-alcolizzazione e sulla detenzione dell’acqua endogena, oltre che degli stessi dealcolizzati.

Su Il Corriere Vinicolo n. CV n. 10/2022, in un servizio di Giulio Somma, il punto della questione, le previsioni di sviluppo di questo mercato (dati IWSR) ed il monito di Unione Italiana Vini, che già lo scorso anno si era battuta in sede comunitaria perché questa categoria di prodotti fosse mantenuta. all’interno della famiglia vitivinicola.

“Urgente intervenire per non perdere un mercato strategico”

In Europa, intanto, il Comité Vins chiede un quadro flessibile sulle pratiche enologiche autorizzate che dovranno essere definite in un prossimo atto delegato della Commissione Ue.

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