Australia: i dazi cinesi pesano sulle esportazioni (-10% nell’anno a giugno)

Nell’anno chiusosi al 30 giugno 2021 le esportazioni di aussie wine sono crollate fino al valore di soli 2,56 miliardi di AUD (1,6 miliardi di euro), cifra che vale un -10% sul periodo precedente. In termini di volume si tratta dell’invio di 6,95 milioni di ettolitri (-5%). Questi ed i seguenti dati nell’ultimo bollettino di mercato (edizione 243) di Wine Australia. Calato anche il prezzo medio di esportazione, -5% sino a 3,69 AUD per litro (€ 2,30/l). A compromettere in modo decisivo le spedizioni sono ancora, e senza dubbio, i dazi di ritorsione imposti dalla Cina. Le spedizioni verso il paese della Grande Muraglia – terzo mercato per quantità – sono infatti crollate del 52% (fino a 6,7 milioni di casse da 9 litri) e de 33% in termini di fatturato (la Cina è ancora il primo mercato per questo indicatore) fino a 793 milioni di AUD. I dati volume e valore sono ancora più impressionanti se si guarda al solo primo semestre di quest’anno: le spedizione verso la Cina continentale hanno accumulato solo 13 milioni di AUD di fatturato (erano stati 490 milioni di AUD nel primo semestre 2020). A compensare i tracollo la crescita degli invii alla volta del Regno Unito (primo mercato per volume e secondo per fatturato) dove le spedizioni segnano il record decennale. Nel anno al 30 giungo 2021 sono stati spedite alla volta di Londra 29,9 milioni di casse da 9 litri di vino australiano (+16%), per un valore stimato in 472 milioni di AUD.

Crescono le spedizioni valore di aussie wine anche verso Singapore, Nuova Zelanda, Germania e Corea del Sud (+111% finio a 45 milioni di AUD) e quelle volume verso Germania (+14%) e Francia: +30% vs anno precedente fino a un milione di casse da 9 litri.

FEB

Dai Mercati, aussie wine, dazi, dazi Cina, Wine Australia
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UK sospende tutti certificati di importazione per il vino

Il governo inglese ha annunciato (COMUNICATO GOV.UK) l’eliminazione dei certificati per tutti i vini importati.

Questo significa che non sarà richiesto il VI-1 o l’autocertificazione UK per le importazioni di vino dall’Unione europea, quindi dall’Italia, che sarebbero dovuti entrare in applicazione dal primo gennaio 2022.

Non è specificata l’entrata in vigore di questa decisione, ma, non appena verrà stabilita, sarà nostro compito comunicarvelo.

Secondo il governo britannico, questa decisione costituirà un risparmio per gli importatori di circa 130 milioni di sterline l’anno.

Unione Italiana Vini accoglie con favore questo annuncio che costituisce una semplificazione amministrativa per l’export di vino italiano in UK in futuro.

Europa, Legislazione, Mercato, Politica, UIV, Vino, Brexit, certificato, uk, V1
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Vini rosati e web: cosa e come lo cercano gli enonauti?

“Rosa” nelle diverse interpretazioni enologiche e declinazioni linguistiche (rosa, rosato, rosé, rose, vin rosé etc) è parola sempre più cercata a livello globale sui motori di ricerca. Le keywords imputate dagli enonauti per le query “in rosa” variano tuttavia tra i mercati ed i picchi delle ricerche si collocano in determinati momenti dell’anno solare. In Italia, ad esempio, il numero delle ricerche relative a questa tipologia enologica si collocano tra giugno e agosto e tra novembre e dicembre (in estate dunque e all’approssimarsi delle festività di fine anno) mentre i termini con maggiore frequenza di ricerca sono “Rosato” e “Rosé”, seguiti da “Vino Rosato” e “Vino Rosé”.

Sul CV 25 del 19 luglio 2021, Omar Bison propone un focus sul comportamento nel web dei
consumatori di sette grandi mercati del vino: Canada, Francia, Germania, Italia, Svizzera, UK e Stati Uniti. I dati proposti sono dell’Osservatorio Wine Web di Gr@pes.

FEB

Corriere, CV 25/2021, Gr@pes, Omar Bison, Osservatorio Wine Web, rosati
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Hard seltzer, record anche nelle approvazioni del TTB

La crescita degli hard seltzer non smette di stupire gli osservatori del mercato statunitense delle bevande alcoliche. L’incremento delle vendite e dei consumi delle acque dure di Seltz è stata evidenziata da diverse analisi di mercato – Rabobank ad esempio ha suggerito qualche settimana una prevista crescita delle vendite del 50% nel corso del 2022 – ma il fenomeno è evidente anche da un altro punto di vista: crescono anche le approvazioni delle etichette di questi prodotti da parte del TTB, l’Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau, la cui validazione delle etichette è necessaria per l’immissione al consumo.

Secondo un’analisi di bw166 nel 2021 vi è stata una netta accelerazione dell’approvazione di etichette di bevande alcoliche: 2741 etichette approvate quest’anno tra gennaio e giungo vs le “sole” 2002 etichette approvate nel corso del 2020. Un incremento decisamente significativo, trainato però soprattutto dai superalcolici (categoria cui afferiscono anche gli hard seltzer); il numero delle approvazioni di etichette di vino e birra è altresì positivo ma segue una linea di crescita decisamente meno inclinata di quella che traccia la crescita della categoria Spirits.

FEB

Dai Mercati, BW166, hard seltzer, ttb
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